Credito Immobiliare: maggiori tutele per chi richiede un Mutuo

on 19 Ottobre 2016

Il Decreto 29 settembre 2016 del Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 241 del 14 ottobre 2016, ha lo scredito immobiliarecopo di garantire ai consumatori un elevato livello di protezione per chi sottoscrive un mutuo.  Le informazioni e le spiegazioni previste per i contratti di credito immobiliare devono essere rese in modo corretto, chiaro, comprensibile e non ingannevole. Il decreto si applica ai contratti di credito immobiliare, ai consumatori e stabilisce che le informazioni devono essere adeguate alle caratteristiche del contratto di credito. Devono favorire il confronto tra le diverse offerte di credito sul mercato e consentire al consumatore di valutarne le implicazioni e assumere una decisione informata e consapevole in merito alla conclusione del contratto di credito. Prima della conclusione del contratto di credito il finanziatore deve assicurarsi che il consumatore possa ottenere agevolmente e gratuitamente chiarimenti che gli consentano di valutare se il contratto proposto sia adatto alle proprie esigenze e alla propria situazione. Quando le informazioni sono contenute in documenti, essi devono essere redatti secondo modalità che ne assicurino la leggibilità grafica, la semplicità sintattica, la chiarezza lessicale, la logicità di struttura e devono essere presentati in modo coerente con lo strumento di comunicazione utilizzato.

Quanto agli annunci pubblicitari, il Cicr richiede che essi contengono un esempio rappresentativo chiaro, conciso e realistico; se poi non riportano il tasso di interesse o altre cifre concernenti il costo del credito, gli annunci devono specificare la propria natura di messaggio pubblicitario e indicano che è a disposizione della clientela la documentazione prevista per l'informativa precontrattuale.

Con riferimento infine ai finanziamenti in valuta estera, il decreto stabilisce che il consumatore ha il diritto di convertire la valuta estera in cui è denominato il credito, quando, rispetto al momento della conclusione del contratto, si è verificata una variazione del tasso di cambio pari o superiore al venti per cento. Per l'esercizio del diritto di conversione, il consumatore può essere tenuto a pagare al finanziatore, se previsto dal contratto di credito, un compenso onnicomprensivo che tenga conto della natura e dell'entità degli oneri che il finanziatore può essere tenuto a sostenere in relazione alla conversione del finanziamento in una valuta diversa da quella in cui era denominato il credito al momento della conclusione del contratto.

 

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